2019 – Venezuela. Noi abbiamo speranza

La campagna solidale per la Quaresima 2019 viene dedicata al paese sudamericano, la cui situazione politico-economica influisce negativamente sulle condizioni di vita della popolazione civile.

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La situazione in Venezuela

Tutti sono a conoscenza della fluida situazione politica che il Venezuela stà vivendo in questi giorni. In un comunicato stampa mons. José Trinidad Fernández, segretario generale della Conferenza episcopale venezuelana (Cev) afferma: “Ci ispira anche il recente Messaggio del Papa per la Giornata della Pace, nel quale si parla dell’esigenza di una buona politica a servizio della pace. È quello che cerchiamo di fare in questo momento, nel quale il tessuto sociale va riorganizzato. Non vogliamo più vedere persone detenute arbitrariamente, bambini cercare cibo nell’immondizia” e prosegue: “la richiesta di dialogo è la nostra e lo abbiamo ribadito tante volte nei nostri pronunciamenti. Un dialogo che deve portare a quella transizione pacifica e a quel cambiamento politico che il popolo sta chiedendo”. Oltre a questo, la Chiesa venezuelana continua a segnalare la situazione drammatica della popolazione, la mancanza di cibo e medicine, “è fondamentale apri re il Paese agli aiuti umanitari, siamo in una situazione drammatica, inaudita, i bimbi sono denutriti e mancano i farmaci di base, quelli più comuni”.

Dal punto di vista economico, il Paese attraversa una profonda crisi, a causa di un marcato calo nella produzione e nelle quotazioni del petrolio. Quest’ultimo è tutto per il Venezuela, che importa il 97% dei beni di consumo. Per il 2018 il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha stimato un tasso di inflazione pari a 1.000.000 %.

Tutto è collassato, tra cui gli ospedali, privi di mezzi per curare persino malattie banali, tanto che sono rispuntati casi di colera e i tassi di mortalità infantile e tra le partorienti sono letteralmente esplosi. Per non parlare della denutrizione, che colpirebbe da un paio di anni la stragrande maggioranza della popolazione. I tassi di povertà hanno raggiunto l’85% e negli ultimi due anni più di due milioni di persone hanno lasciato il Venezuela (altre stime parlano addirittura di quattro milioni) per scappare dalla gravissima crisi umanitaria. Moltissimi quotidianamente attraversano il confine con la Colombia anche solo per poche ore, il tempo di trovare qualcosa da mangiare o di vendere ai locali qualche bene.

I friulani in Venezuela

Quella dei friulani in Venezuela è una situazione critica. Molti oriundi, nati lì, hanno deciso di fare ritorno in Italia perché la crisi economica, l’inflazione crescente e la criminalità devastante hanno già reso difficile l’approvvigionamento di cibo e di medicinali. In questo Paese latino-americano o friulani e giuliani presenti oscillano tra le mille e le 2 mila unità. La presenza italiana in Venezuela è rilevante: al 1° gennaio 2016 risultavano iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) 124.783 italiani di cui 3.309 provenienti dalla regione FVG. Mentre gli oriundi alla stessa data sono stati stimati in circa 1 milione, di cui 26.000 friulani.

La Caritas venezuelana

La Caritas venezuelana sta aiutando soprattutto le fasce più deboli, bambini ed anziani, fornendo cibo ed assistenza sanitaria.

L’obbiettivo che si vuole raggiungere, oltre all’arresto di fenomeni di malnutrizione e denutrizione, è quello di restituire ai bambini la gioia dell’infanzia e l’opportunità di costruire il proprio futuro nella propria terra, accanto alla propria famiglia.

L’obiettivo della raccolta

Anche l’aiuto alle fasce deboli della popolazione è portato avanti con difficoltà poiché non si trovano beni sul mercato locale e ci sono enormi difficoltà ad importarli dall’estero.

Nonostante le difficoltà attuali che si spera possano essere superate a breve la Caritas Venezuelana continua a lavorare al meglio delle sue possibilità e questa raccolta quaresimale andrà ad appoggiare le attività di sostegno alimentare e sanitario che Caritas Venezuela sta portando avanti a favore dei più poveri e più colpiti dalla crisi economica del paese attraverso l’acquisto di farmaci, cibo e beni di prima necessità.

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Come contribuire

  1. In tutte le parrocchie della Diocesi
  2. Conto corrente postale n° 65921272 intestato a: Associazione Missiòn ONLUS
  3. Conto corrente bancario presso:

Banca Etica – Succursale di Treviso (Viale 4 Novembre n.71, 31100 – Treviso)

Intestato a: Associazione Missiòn ONLUS

IBAN: IT75 I050 1812 0000 0001 1159 951

Per ulteriori informazioni sulla Campagna Quaresimale e per manifesti e dépliant per le parrocchie che vogliano diffondere l’iniziativa:

Centro Missionario Diocesano di Udine, Via Treppo 3 – uff.missioni@diocesiudine.it – 0432 414512